31 Maggio 2018

Il presente articolo aggiorna quello già pubblicato in data 23 Maggio 2018. Un ulteriore passo del lungo percorso di ricostruzione di una delle opere scomparse di Mondrian: (B169) KOMPOSITION I: Lozenge with Three Lines, 1926.
L’ipotesi sviluppata con lo Studio di Ricostruzione, MONDRIAN – The Disappeared Paintings, analizza la possibilità che tale opera sia stata modificata per sostituire un’altra opera che Mondrian realizzò nel 1931 per la Città di Hilversum. L’opera, così modificata, attualmente si trova presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam con il titolo (B229) Lozenge Composition with Two Lines.
Di seguito viene trascritto l’ulteriore paragrafo tratto dal citato Studio di Ricostruzione.


RISOLTO UN MISTERO – MA RIMANGONO ANCORA TANTE DOMANDE ALLE QUALI RISPONDERE

In data 28 Maggio 2018, è pervenuta una comunicazione dallo Stedelijk Museum, con la quale viene trasmesso il documento completo.
Quello che si pensava potesse rivelare importanti elementi, in realtà non aggiunge nulla di nuovo.
La precedente immagine, “tagliata” nella parte finale, mostrava che sul documento di Mondrian c’era scritto ancora qualcosa. Infatti così risulta, ma non si tratta di qualcosa scritto da Mondrian, bensì di una annotazione aggiunta da qualcun altro.
In Olandese: “Dit gaf Mondriaan bij het schilderij”
Tradotto: “Mondrian ha dato questo con il dipinto”
Di seguito l’immagine completa.

 

MONDRIAN The Disappeared Paintings B229 NEW CHAPTER PART II fig 1 francesco visalli

 

Non compaiono, quindi, altri dati importanti, come ad esempio le dimensioni dell’opera.
Unica cosa si è potuto dimostrare, è che la firma si trova nel posto giusto.
Restano, ora, molti altri interrogativi e dubbi ai quali si dovrà tentare di dare delle risposte.
In definitiva, quello che si sta cercando di attuare, è una sorta di percorso inverso. Vale a dire, partire dall’assunto (anche se teorizzato) che B169 e B229 siano la stessa tela e trovare le risposte per dimostrare il contrario.
Tuttavia, i motivi che conducono all’ipotesi che si tratti della medesima opera, sono tanti. Dettati soprattutto da una lunga serie di dubbi emersi in fase di ricostruzione storica. Dubbi che proviamo a riepilogare.


Due opere identiche

In tutta la produzione di Mondrian del periodo astratto (oltre 400 opere), non esistono due opere cosi perfettamente sovrapponibili. Si possono trovare opere molto simili, ma non “identiche”. Questo è un dato fondamentale, in quanto non rispecchia il suo stile e la sua personalità.
Osservando l’immagine seguente, si può vedere come esiste una perfetta corrispondenza tra le due opere, compreso la famosa “terza linea” rilevata con l’esame ai Raggi-X.
Pertanto è scaturita la prima domanda: è possibile che si tratti della stessa tela?

MONDRIAN The Disappeared Paintings B229 NEW CHAPTER PART II fig 2 francesco visalli bis


Analisi della produzione di Mondrian nel secondo periodo Parigino, in relazione alle opere scomparse

Con il capitolo in “Appendice”, abbiamo visto come il dipinto B169, rientra nel gruppo delle opere scomparse subito dopo la mostra “Der Stuhl” di Francoforte del 1929. Momento, questo, estremamente determinante e significativo, nel quale un consistente numero di opere “scompaiono” per un lungo periodo, per poi “miracolosamente” ricomparire a distanza di 15-20 anni in diverse località.
In uno scenario come quello rappresentato nel capitolo in “Appendice” (visualizzato nel “Diagramma” contenuto nel supplemento separato), poteva essere estremamente semplice recuperare l’opera B169 ed utilizzare la sua tela per modificarla e sostituire l’opera B229 che Mondrian realizzò per Hilversum.

Vediamo ora il percorso di queste due opere.


B169

Nella primavera del 1926, Mondrian realizza l’opera B169 dal titolo KOMPOSITION I: Lozenge with Three Lines. Dimensioni 80 x 80.

La vende alla Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda.

Dopo un percorso espositivo analogo ad altre opere vendute alla stessa Galleria, anche B169 partecipa alla famosa mostra “Der Stuhl” di Francoforte nel 1929. Da questo momento “scompare”.

Nel gennaio del 1931, un’immagine dell’opera viene pubblicata sulla rivista “Cahiers d’Art”.

La foto dell’opera, come indicato da Carmean nel suo libro “Mondrian – The Diamond Compositions”, appartiene ad una Collezione Privata (forse si trova nell’Archivio di Sal Slijper presso il Gemeentemuseum The Hague).


B229 – dal 1931 al 1946

Tra la fine del 1930 e la prima metà del 1931, l’Associazione di Artisti Olandesi (Nederlandsch Kunstverbond), decide di acquistare un’opera di Mondrian per donarla alla Città di Hilversum.

Nell’estate del 1931, l’Arch. Dudok, in rappresentanza della Città di Hilversum, si reca a Parigi presso lo studio di Mondrian e sceglie un’opera a “forma di losanga”.

Nell’autunno del 1931, Mondrian termina l’opera e la spedisce ad Hilversum allegando la nota con le istruzioni per appenderla. Come visto nell’immagine precedente, si tratta di un dipinto a forma di losanga contenente due linee, ma le dimensioni non sono indicate.

Nel periodo 1931 – 1946, l’opera rimane conservata presso lo studio dell’Arch. Dudok.

Nel 1946 (dopo due anni dalla morte di Mondrian), l’opera compare per la prima volta in pubblico, nella mostra dedicata all’artista presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam. L’opera è catalogata alla posizione 111 con il titolo “composizione” con linee nere (“compositie” met zwarte lijnen). Non esistono immagini che ritraggono l’opera durante questa mostra.

La prima pubblicazione dove compare l’opera, è il primo Catalogo completo di Mondrian, curato da Michel Seuphor del 1956, dove il dipinto viene riprodotto a pag.287 con il titolo “Composition with Two Lines”.

Ora emerge un primo interrogativo: trattandosi di un’opera altamente rappresentativa per la Città di Hilversum, possibile che in tutto il periodo 1931 – 1946 non sia mai stata fotografata? (ricordiamo che in questi 15 anni l’opera è rimasta presso lo studio dell’Arch. Dudok).


B229 – dal 1988 al 2018

Dopo aver partecipato a varie esposizioni nel corso degli anni 1946 – 1982, nel 1988 viene definitivamente acquisita dallo Stedelijk Museum di Amsterdam.

Tra il 2007 e il 2010, l’opera viene sottoposta a intervento di restauro.

Nel Gennaio 2011, sulla rivista “ZKK – Journal for Art Technology and Conservation”, viene pubblicato il report del restauro, nel quale compaiono una serie di dati piuttosto significativi: il resoconto sullo stato di conservazione dell’opera, dal quale risulta un “ipotetico” precedente restauro; l’esame con i Raggi-X, nel quale appare una “terza linea”.

 

MONDRIAN The Disappeared Paintings Annex report francesco visalli

 

Esaminiamo alcuni aspetti.

 

“Ipotetico” precedente restauro
In merito allo stato di conservazione dell’opera, vengono elencati una serie di significativi interventi eseguiti sull’opera B229, che vanno dalla sostituzione del telaio, ad applicazioni di ulteriore mano di colore del fondo bianco, fino all’aumento dello spessore della linea orizzontale, e molto altro. Tutti interventi che potrebbero facilmente riguardare la trasformazione dell’opera B169 in B229.
Invece, nella nota 113 del report del restauro 2007/10, questi interventi sono attribuiti ad un “precedente restauro”, del quale però non esiste alcun documento! Restauro collocato in un periodo che può andare dal 1945 al 1951, oppure dal 1951 al 1955, aggiungendo anche che in una foto del 1951/52 appare evidente che la tela è stata “restaurata” (vedere immagine seguente). Insomma, la collocazione di questo “ipotetico restauro” risulta piuttosto vaga.

 

MONDRIAN The Disappeared Paintings B229 NEW CHAPTER PART II fig 3 francesco visalli

 

Ora la prima domanda che viene da porre è la seguente: come è possibile che l’opera dopo pochi anni ha avuto bisogno di un restauro? (ricordiamo che si trovava presso lo studio dell’Arch. Dudok e che la Città di Hilversum non è stata interessata da eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale).
E se di restauro si tratta, quali gravi danni avrebbe subito l’opera da comportare addirittura la sostituzione del telaio e interventi su tutta la superficie della tela?
Inoltre, l’immagine precedente risale al 1951/52 scattata presso la “Council Chamber” della “Hilversum Town Council”, nel frattempo, però, l’opera era stata già esposta per la prima volta nella mostra dedicata a Mondrian del 1946 (dal 6 Novembre al 12 Dicembre) presso lo Stedelijk Museum. Possibile che di questa esposizione non esiste una fotografia che ritrae l’opera B229?
In base a quanto affermato, per altro, in occasione di tale esposizione l’opera era stata restaurata da pochissimo tempo. Oppure doveva essere ancora nelle sue originarie “condizioni”, se “l’ipotetico restauro” è stato eseguito tra il 1947 e il 1955.


Esame ai Raggi-X e la “terza linea”
Nello stesso report del restauro 2007/10, viene pubblicata anche una immagine relativa ad un esame ai Raggi-X, eseguito con ogni probabilità nel 1979 (nota 115 del report).
Qui emerge subito una prima considerazione.
Sembra ovvio che qualcuno avesse già ipotizzato che la tela di B229 potesse contenere una “terza linea”, vale a dire che potesse essere la tela di B169! Altrimenti per quale motivo eseguire una radiografia proprio in quel preciso punto?
Poi, la presenza della “terza linea” viene giustificata come una “intenzione” di Mondrian, ma che all’atto pratico non l’ha realizzata. In aggiunta a questo, nella precedente comunicazione dello Stedelijk Museum del 18 Maggio 2018, viene altresì affermato quanto segue: […] “l’unica cosa che rivela la radiografia di B229, che può apparire come una linea, in realtà è una interruzione di uno strato di vernice bianca” […]
Se quindi la linea non è stata eseguita, come mai l’esame ai Raggi-X rileva una superficie scura? Tecnicamente dovrebbe essere impossibile! Per altro, se fosse solo una “interruzione” dello strato di vernice bianca, sulla superficie esterna della tela dovrebbe essere visibile una differenza di spessore dello strato di colore. Mentre invece appare una superficie perfettamente piana.
Quindi, se la linea non è stata realizzata e tutta la superficie è bianca, non si dovrebbe vedere alcuna traccia. Pertanto, perché negare che la linea è stata realizzata e poi cancellata? (quesito pleonastico!).
A pag. 125-E è stata elaborata una spiegazione tecnica con la quale si dimostra che la “terza linea” è stata sicuramente realizzata e poi cancellata.

 

Conclusione
Fin qui sono stati esposti i principali dubbi con gli interrogativi più importanti, i quali mostrano che quanto teorizzato è assolutamente plausibile. Altri dettagli sono esposti nelle pagine precedenti e lungo l’intero percorso di ricostruzione storica dell’opera B169.
Viene ulteriormente ribadito che la volontà non è quella di voler dimostrare ad ogni costo che l’opera B169 sia stata utilizzata per sostituire l’opera B229. Esistono tuttavia una serie di pesanti dubbi che spingono verso questa possibilità, per i quali si spera di trovare delle risposte esaustive.

MONDRIAN The Disappeared Paintings B229 NEW CHAPTER PART II fig 4 francesco visalli bis

AGGIORNAMENTO – B169 / B229 NUOVA RICOSTRUZIONE E ULTERIORI VALUTAZIONI
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